Meloni ad Atreju: “La sinistra ha un problema con la libertà”

Durante la chiusura della kermesse di Fratelli d’Italia, la Presidente del Consiglio non risparmia critiche all’opposizione

La ventisettesima edizione di Atreju si è conclusa con un intervento di oltre un’ora della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che dal palco ai piedi di Castel Sant’Angelo ha tracciato un bilancio politico ma soprattutto ha lanciato una serie di attacchi mirati alle contraddizioni dell’opposizione.

Il primo tema toccato dalla Premier riguarda l’attacco alla redazione del quotidiano La Stampa. Meloni ha voluto esprimere la propria vicinanza ai cronisti coinvolti, sottolineando però un’evidente disparità di trattamento: “Quando anni fa venne assaltata la sede della Cgil, l’indignazione fu unanime. Stavolta, visto che la matrice dell’aggressione è differente, lo scandalo sembra minore”.

Il caso Francesca Albanese, la nuova icona

Particolarmente dure le parole rivolte a Francesca Albanese, definita “la nuova icona del Partito Democratico”, che riceve cittadinanze onorarie in diverse città italiane nonostante la sua partecipazione ad eventi con rappresentanti di Hamas. Secondo la Premier, le dichiarazioni della funzionaria ONU sull’assalto alla Stampa – descrivendolo come “un segnale da cogliere” – dimostrano quanto sia distorta la percezione della libertà a sinistra.

“È ormai evidente a tutti che l’opposizione ha un rapporto complicato con il concetto di libertà”, ha affermato Meloni davanti a una platea gremita. Il ragionamento della leader di Fratelli d’Italia si è fatto progressivamente più incisivo: chi tollera le violenze contro i cronisti scomodi, chi minaccia gli avversari politici, chi brucia effigi in piazza, chi usa slogan sessisti contro una Premier donna, sono tutti accomunati dalla medesima matrice politica.

“Il problema più grave”, ha continuato, “sono quei politici che di fronte a questi episodi intollerabili restano in silenzio, salvo poi ergersi a maestri di democrazia”. La chiosa finale è stata netta: “Gli italiani hanno capito tutto. Non accettano più queste lezioni di moralità ed è proprio per questo che ci sostengono”.

Il caso Salis e l’ipocrisia del buonismo

La seconda parte dell’intervento si è concentrata sul tema delle occupazioni abusive, con un affondo diretto contro Ilaria Salis, oggi europarlamentare. Meloni ha denunciato quello che definisce “il buonismo stratificato in decenni dalla sinistra verso ogni forma di illegalità”, citando in particolare le occupazioni gestite dai centri sociali che, nascondendosi dietro il diritto all’abitare, creerebbero “un vero e proprio sistema di lucro”.

Il caso dell’europarlamentare è stato utilizzato come esempio emblematico: “Scopriamo che tra i cosiddetti bisognosi c’era la figlia di un professionista, che oggi siede al Parlamento europeo con uno stipendio superiore ai 15.000 euro mensili”. La critica più dura riguarda il mancato rimborso all’ALER di Milano per l’occupazione abusiva di un alloggio destinato alle famiglie in difficoltà economica: “Nemmeno ora che ha disponibilità economiche significative ha pensato di restituire quanto dovuto alla collettività”.

Le parole conclusive sul tema sono state cariche di sarcasmo: “Questi sarebbero i comunisti campioni dei diritti dei più deboli. Una vera vergogna”.

Un messaggio chiaro agli italiani

L’intervento della Premier ad Atreju ha dimostrato come il centrodestra intenda impostare la propria narrazione in vista delle prossime scadenze elettorali: mettere in evidenza le contraddizioni dell’opposizione, dalle ambiguità sui rapporti internazionali alle incongruenze sui temi sociali, passando per la selettività nell’applicazione dei principi democratici.

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Un discorso che, a giudicare dal consenso della platea, sembra aver centrato l’obiettivo di consolidare la base elettorale e attrarre quegli italiani stanchi di quello che Meloni definisce “il moralismo a geometria variabile della sinistra”.

Fonte: qui e qui

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