
Qatargate, cade la protezione per Alessandra Moretti: il M5S vota per toglierle l’immunità
Martedì 16 dicembre 2024, a Strasburgo, si è consumato un passaggio giudiziario che pesa come un macigno sulla carriera politica di Alessandra Moretti. L’eurodeputata del Partito democratico ha visto sfumare la sua immunità parlamentare con un voto che non lascia margini di interpretazione: 497 sì, 139 no e appena 15 astenuti. Un verdetto schiacciante che apre le porte agli inquirenti belgi per procedere nel loro lavoro investigativo legato all’inchiesta Qatargate.
Ma c’è un dettaglio che brucia ancor più della decisione stessa: il Movimento 5 Stelle aveva annunciato pubblicamente di voler votare per la revoca. Una scelta che pesa sul piano politico interno, trasformando quello che dovrebbe essere un atto procedurale in una battaglia di posizionamento tra forze della sinistra italiana.
Due pesi, due misure
Mentre Moretti vede crollare le sue difese istituzionali, la collega Elisabetta Gualmini, anch’essa del Pd e coinvolta nella stessa richiesta di revoca, esce indenne dal voto. Per lei, 382 eurodeputati si sono espressi a favore del mantenimento dell’immunità, con 254 contrari e 19 astenuti. Una differenza di trattamento che alimenta interrogativi sulla natura delle accuse e sulla percezione politica dei due casi.
Le accuse pesanti: associazione a delinquere
Secondo le carte dell’inchiesta condotta dalla magistratura belga, Moretti è sospettata di associazione criminale finalizzata alla corruzione. Gli investigatori hanno ricostruito una serie di contatti tra l’eurodeputata e figure centrali dello scandalo Qatargate, quel sistema corruttivo che dal dicembre 2022 ha squassato il Parlamento europeo rivelando presunti pagamenti illeciti da Qatar, Marocco e Mauritania per influenzare decisioni politiche.
Tra i nomi chiave dell’inchiesta figurano Antonio Panzeri, ex eurodeputato del Pd che ha ammesso le sue responsabilità collaborando con la procura, Francesco Giorgi e la sua compagna Eva Kaili, ex vicepresidente dell’Europarlamento. Durante le perquisizioni furono sequestrati oltre 1,5 milioni di euro in contanti, di cui più di 600mila nella sola abitazione di Panzeri.
La difesa di Moretti: “Tutto falso”
In un’intervista rilasciata dopo il parere contrario della commissione Juri, Moretti si è detta «amareggiata» e ha definito il voto «politico», parlando di una «resa dei conti fra gruppi parlamentari». L’eurodeputata sostiene di non aver mai ricevuto denaro né vantaggi, e contesta punto per punto le accuse: «Mi contestano viaggi in Marocco dove non sono mai stata, una partita ai Mondiali in Qatar cui non ho mai assistito, dichiarazioni pro-Qatar che non ho mai fatto. Contestazioni smaccatamente false».
Moretti insiste sul fatto che la sua attività rientrava nelle prerogative parlamentari e riguardava principalmente la difesa dei diritti umani, in particolare delle donne afghane. Eppure, il fatto che gli inquirenti abbiano documentato contatti con soggetti al centro dello scandalo rende la sua posizione particolarmente delicata.
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Il Pd blinda la sua eurodeputata
Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd a Bruxelles, ha espresso «certezza» nella correttezza di Moretti, affermando che avrà modo di dimostrare la sua estraneità ai fatti. Una linea difensiva che appare più un atto di solidarietà politica che una valutazione di merito, considerando che il procedimento giudiziario è ancora in corso e molti dettagli restano coperti dal segreto investigativo.
Con la revoca dell’immunità, ora la magistratura belga potrà procedere senza ostacoli. Il Qatargate resta una ferita aperta per l’Europa, e il caso Moretti ne è l’ennesima, inquietante conferma.
