
È morto a 60 anni l’indimenticabile Zed di Pulp Fiction, maestro dei cattivi anni ’90
Se ne va un volto che non si dimentica. Peter Greene, l’attore americano che ci ha regalato alcuni dei cattivi più inquietanti del cinema anni ’90, è morto venerdì 12 dicembre nel suo appartamento del Lower East Side a Manhattan. Aveva 60 anni.
Come è successo
La polizia l’ha trovato privo di vita nella sua casa di Clinton Street, verso le tre e mezza del pomeriggio. I soccorsi non hanno potuto fare nulla. Per ora, nessun sospetto di un gesto volontario. Sarà l’autopsia a chiarire cosa sia successo davvero.
A dare la notizia è stato Gregg Edwards, il suo manager da anni, con parole che dicono tutto: “Era una persona straordinaria. Davvero uno dei più grandi attori della nostra generazione. Aveva un cuore immenso. Mi mancherà da morire. Era un grande amico.”
I cattivi che ti restano dentro
Greene si è fatto un nome negli anni ’90 interpretando personaggi che ti danno i brividi. Il suo Zed in Pulp Fiction di Tarantino (1994) è una di quelle performance che non escono più dalla testa: sadico, disturbante, perfetto. Un ruolo che ha contribuito a fare di quel film un capolavoro.
Ma c’è anche Dorian Tyrell, il gangster spietato di The Mask (1994) con Jim Carrey e Cameron Diaz. Secondo Edwards, questo è stato “probabilmente il suo ruolo migliore”, quello che ha mostrato meglio quanto fosse bravo.
In carriera ha collezionato circa 95 ruoli tra cinema e tv, lavorando con gente del calibro di Tarantino e passando per titoli come I soliti sospetti, Laws of Gravity, Clean, Shaven, Blue Streak e Training Day.
Stava per tornare
A gennaio avrebbe dovuto girare Mascots, un thriller indipendente con Mickey Rourke. Edwards racconta che sul set era considerato un tipo tosto, ma solo perché cercava sempre la perfezione. Ci metteva l’anima in ogni scena.
Una vita complicata
Nato a Montclair, New Jersey, l’8 ottobre 1965, Peter ha avuto un passato difficile. In un’intervista del 1996 alla rivista “Premier”, aveva raccontato di essere scappato di casa a 15 anni, finendo a vivere per strada a New York e cadendo nella droga. Dopo un tentativo di suicidio nel marzo 1996, aveva iniziato un percorso per uscirne. “Ha combattuto i suoi demoni e li ha sconfitti”, ha detto il suo manager.
Con lui se ne va un pezzo di quel cinema che ti resta addosso. I suoi personaggi continueranno a vivere sugli schermi, e chi ama il cinema non lo dimenticherà.
Fonte: repubblica.it – ansa.it
