Atreju, Conte provoca Meloni: “Genuflessa da Trump”. Fischi e contestazioni

La frase su Trump scatena fischi e tensioni. Scontro diretto, zero dialogo.

Il palco di Atreju si è trasformato in un vero ring quando Giuseppe Conte ha scelto lo scontro diretto, attaccando Giorgia Meloni con parole che hanno fatto esplodere la platea. Il leader del Movimento 5 Stelle non cercava il dialogo, ma la provocazione pura. E ci è riuscito.

L’attacco a Meloni e la reazione del pubblico

«Non è patriottismo andare a Washington a genuflettersi e promettere acquisti di gas liquido», ha sparato Conte, riferendosi alla politica estera del governo. La reazione? Fischi fragorosi che hanno interrotto l’intervista condotta da Tommaso Cerno, direttore del Giornale. Un attacco che molti hanno giudicato strumentale e fuori luogo, soprattutto mentre il governo Meloni lavora per rafforzare i rapporti transatlantici nell’interesse del Paese.

Di fronte alla protesta, Conte ha risposto con sarcasmo: «Se volevate sentire altra musica, non dovevate invitarmi». Una battuta che ha confermato la sua strategia: provocare invece di costruire.

Il gioco delle alleanze: prima i programmi, poi vedremo

Sul fronte interno, Conte ha aperto formalmente al Pd, ma con condizioni che sanno tanto di tatticismo politico. «Siamo disponibili a dialogare con il Pd e le altre forze progressiste, però prima il programma. Il candidato verrà dopo», ha dichiarato. Traduzione: il M5S vuole dettare l’agenda, inserendo nel programma comune le proprie battaglie, dall’etica pubblica alla legalità, dalla giustizia sociale a quella ambientale.

Ma è stata la frase «noi non siamo alleati con nessuno, nemmeno con le forze progressiste» a creare scompiglio. Un messaggio che ha colto di sorpresa il Pd e conferma quanto sia difficile costruire un’alternativa credibile alla coalizione di centrodestra.

Il video dell’intervento:

Le accuse a Meloni: promesse mancate?

Conte ha attaccato il governo su più fronti, citando i centri migranti in Albania («fallimento totale»), il Piano Mattei («sparito») e le riforme annunciate. «Meloni ha promesso l’abolizione delle accise e i blocchi navali, ma oggi abbiamo la pressione fiscale più alta degli ultimi dieci anni e oltre 300mila sbarchi», ha affermato.

Critiche che però trascurano il contesto internazionale complesso e le difficoltà oggettive che ogni governo deve affrontare. Sul tema pensioni, l’ex premier ha rincarato: «Avevano promesso di abolire la Fornero e l’hanno peggiorata». Peccato che proprio durante il suo governo non si sia fatto nulla per superare quella riforma.

Superbonus e Covid: Conte scarica le responsabilità

Quando si è parlato del Superbonus, misura che ha creato un buco nei conti pubblici, Conte ha cercato di scaricare le colpe su altri. «È stato Giorgetti a gestirlo, è vigliacco chiedermi conto di una misura che non ho potuto governare fino in fondo», ha dichiarato. Una difesa che appare debole, considerando che il Superbonus è stato introdotto proprio dal suo governo.

Sul Covid, ha provato a tirare in ballo Mario Draghi: «Non ho mai sentito nominare Draghi dalla Commissione Covid. Avete un problema con Draghi?». Ha respinto le accuse su obbligo vaccinale e Green Pass: «Sono stati introdotti dal governo Draghi, non da me». Un modo per allontanare da sé ogni responsabilità.

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Il coraggio di Meloni nell’ospitare le opposizioni

Va riconosciuto il coraggio di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia nell’aver invitato i leader dell’opposizione ad Atreju, dimostrando apertura al confronto. Come ha sottolineato Giovanni Donzelli, «noi ascoltiamo tutti e non fischiamo nessuno». Un atteggiamento che contrasta con la strategia di Conte, più interessato alla provocazione che al dialogo costruttivo.

L’intervento si è chiuso con un applauso finale, più per educazione che per condivisione. Conte ha poi fatto il giro tra gli stand, scattando foto con militanti di FdI. Un gesto che non cancella la sensazione di un leader in difficoltà, che cerca visibilità attraverso lo scontro anziché proporre un’alternativa credibile al governo in carica.

Fonte: corriere.itaffaritaliani.it

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