
Famiglia nel bosco, la solidarietà di Briatore riaccende la speranza: “Pago io i lavori”
Natale è dietro l’angolo e un gesto di generosità potrebbe davvero cambiare tutto per la famiglia anglo-australiana di Palmoli. Flavio Briatore ha deciso di intervenire direttamente, offrendo di finanziare di tasca propria i lavori di ristrutturazione del casolare nel bosco dove vivevano Catherine Birmingham, Nathan Trevallion e i loro tre bambini. Un aiuto concreto che potrebbe essere la svolta tanto attesa in una vicenda che ha toccato il cuore di tutta l’Italia. Libero Quotidiano
Secondo La Stampa, l’imprenditore avrebbe contattato personalmente la Regione per mettersi a disposizione economicamente e mettere in sicurezza l’abitazione, finita al centro delle contestazioni che hanno portato all’allontanamento dei minori. Un gesto che dimostra come la solidarietà possa fare davvero la differenza quando le istituzioni fanno fatica a trovare soluzioni veloci.
Venti notti di separazione
Sono già venti le notti che i tre bambini passano nella struttura protetta di Vasto, lontani dai genitori. Catherine e Nathan, intanto, vivono nella casa che gli ha offerto un ristoratore di Ortona, aspettando che il loro casolare venga rimesso a posto. Una separazione forzata che ha attirato l’attenzione anche all’estero: ieri l’Ambasciata australiana ha mandato la vice console e un interprete per verificare le condizioni della famiglia.
L’offerta di Briatore si aggiunge a quella di Al Bano, che aveva messo a disposizione la sua tenuta a Cellino San Marco. Una catena di solidarietà che mostra quanto questa storia abbia colpito gli italiani, oltre le polemiche e le divisioni.
Il nodo della scuola
C’è però ancora un ostacolo importante: la questione scolastica. La curatrice speciale Marika Bolognese e la tutrice Maria Luisa Palladino, nominate dal Tribunale dei Minori dell’Aquila, insistono perché i bambini vengano inseriti in una scuola pubblica per un periodo di osservazione. Secondo loro, solo così si potrà garantire ai piccoli una vita sociale “sana” e capire come si relazionano con il mondo esterno.
Oltre alla scuola, restano da sistemare le questioni dei vaccini e le difficoltà linguistiche dei genitori, che parlano ancora poco italiano. Però molti degli ostacoli iniziali sono stati superati: la famiglia ha una nuova casa e, grazie alla generosità di Briatore, potrebbero presto riavere anche il loro casolare ristrutturato.
L’appuntamento decisivo del 16 dicembre
Il giudice si è riservato di decidere dopo l’udienza del 4 dicembre. Se non dovesse pronunciarsi nei prossimi giorni, toccherà alla Corte d’Appello esprimersi il 16 dicembre, con la possibilità di riformare la sentenza che aveva revocato la potestà genitoriale. Se le cose andassero bene, la famiglia potrebbe riunirsi prima di Natale.
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Tra passato e futuro
Nella casa famiglia, i tre bambini stanno scoprendo un mondo nuovo: hanno addobbato l’albero di Natale, giocato con macchinine e bambole, provato i pennarelli colorati. Continuano però a seguire i ritmi del bosco, andando a dormire al tramonto e svegliandosi all’alba.
L’intervento di Briatore non è solo un aiuto economico, ma soprattutto un messaggio di fiducia verso questa famiglia. Un gesto che potrebbe velocizzare il percorso verso il ricongiungimento, permettendo ai bambini di tornare dai genitori e di vivere finalmente un Natale insieme, in una casa sicura e dignitosa.
Fonte: leggo.it – liberoquotidiano.it
