
Albanese tra polemiche internazionali e celebrazioni locali: la mossa di Lucano divide e infiamma il dibattito.
Quando il tempismo diventa una forma d’arte, seppur involontaria. Mimmo Lucano, sindaco di Riace ed europarlamentare, ha scelto proprio il momento in cui persino l’ONU prende le distanze dalla sua funzionaria Francesca Albanese per annunciare una proposta clamorosa: conferire alla relatrice speciale per i territori palestinesi occupati la cittadinanza onoraria della piccola cittadina calabrese. Una mossa che puzza di propaganda a chilometri di distanza.
Il comunicato ufficiale trasuda retorica stucchevole: “Riace ha costruito la sua identità sull’accoglienza e sulla solidarietà. Siamo gemellati con Gaza”, proclama Lucano con la solennità di chi ha già dimenticato di essere un “fresco pregiudicato”, come lo definisce giustamente Nicolaporro.it. La Cassazione lo ha condannato in via definitiva, ma evidentemente questo particolare non gli impedisce di ergersi a paladino dei diritti umani.
Ma veniamo alla vera protagonista di questa farsa: Francesca Albanese. Il sindaco di Riace la celebra come esempio di “lavoro autorevole e indipendente presso le Nazioni Unite”, definendola colei che “difende il diritto internazionale e dà voce ai civili che non ne hanno”. Verrebbe da ridere, se non fosse tutto tragicamente grottesco.
Quale sarebbe esattamente questo lavoro “autorevole”? Le relazioni che grondano faziosità da ogni riga? Le dichiarazioni in cui “perdona” i sindaci che osano chiedere il rilascio degli ostaggi israeliani? O forse le esternazioni in cui sostiene che Hamas ha fatto “cose buone”, costruendo scuole e ospedali, dimenticando convenientemente di raccontare come quella stessa organizzazione terroristica utilizzi civili come scudi umani e riduca il proprio popolo alla disperazione?
La Albanese si è trasformata in una sorta di rockstar dell’estrema sinistra antagonista, raccogliendo cittadinanze onorarie come figurine. Eppure, la sua stella sta rapidamente tramontando. Anche Bologna, città ultra-ortodossa della sinistra italiana, nicchia e prende tempo. Firenze ha fatto marcia indietro. Il sindaco di Bari, che a luglio apriva le danze delle chiavi con “granitica sicumera”, oggi forse non è più così convinto della scelta fatta.
Leggi anche: La Schlein Travolge il PD: Quando il Partito si Spacca sull’Antisemitismo
Il problema di fondo rimane irrisolto: cosa ha fatto davvero questa Albanese per meritare tanta venerazione? Si è trasformata nel megafono di Hamas, questo è certo. Ma definire il suo atteggiamento come difesa del diritto internazionale è un’operazione di mistificazione della realtà. La verità è che i palestinesi non vivranno mai liberi dalla paura finché organizzazioni terroristiche continueranno a governarli, protette da chi, come la Albanese, chiude gli occhi di fronte alle loro atrocità.
Quanto a Lucano, la sua mossa sa di disperato tentativo di restare sotto i riflettori. Il gemellaggio tra Riace e Gaza completa il quadro di una operazione politica che ha ben poco a che fare con la solidarietà autentica e molto con la propaganda. Verrebbe da chiedersi se Gaza sia altrettanto entusiasta di gemellarsi con un paesino calabrese il cui sindaco colleziona condanne definitive.
La cerimonia, se ci sarà, promette di essere memorabile: Lucano, Albanese, magari Ilaria Salis e gli altri esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, tutti a ballare insieme nel paradiso dell’antagonismo. Un carnevale dell’ipocrisia dove i diritti umani sono solo uno slogan da sventolare, mentre i veri problemi – come la tirannia di Hamas sui palestinesi – vengono comodamente ignorati.
Domani, probabilmente, anche Riace farà marcia indietro. E la Albanese resterà con un pugno di mosche, mentre il mondo reale continua a girare altrove.
Fonte: nicolaporro.it – corrieredellacalabria.it
