Iacchetti scuote lo studio di Cartabianca con una battuta da bar su Putin

Quando un comico porta la geopolitica nel territorio delle sciocchezze, il caos è garantito.

Nella puntata del 2 dicembre 2025 di È sempre Cartabianca su Rete4, Enzo Iacchetti è intervenuto durante un dibattito sui rapporti tra Russia e Nato, scivolando con entusiasmo nel suo registro preferito: la banalizzazione comica. Di fronte al riferimento alle valutazioni dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone sulla guerra ibrida condotta da Mosca, il comico ha liquidato il quadro strategico con una frase destinata a circolare ovunque: «Putin ci cancella con un peto».

Pochi minuti dopo è arrivata la seconda stoccata, un paragone tra Vladimir Putin e Donald Trump formulato come se si stesse discutendo di talent show: «Putin mi sembra più intelligente del biondino». Un’uscita che ha reso evidente come Iacchetti, pur immerso in un contesto televisivo carico di politica estera, resti ostinatamente fedele alla logica del varietà.

Le sue battute nascono dalle dichiarazioni riportate dal Financial Times sulle possibili contromisure Nato agli attacchi ibridi attribuiti alla Russia: intrusioni informatiche, sabotaggi, sconfinamenti aerei. Cavo Dragone ha parlato di risposte più incisive, tema che ha acceso discussioni e interpretazioni spesso forzate. Iacchetti ha deciso di trattare l’intero passaggio come un’occasione per una scenetta, evocando persino Kubrick come se il rischio di escalation fosse solo un espediente cinematografico.

Leggi anche: Scontro in diretta a Otto e mezzo: Gruber e Travaglio ai ferri corti sull’Europa

Nel prosieguo ha spaziato dalla guerra in Ucraina alla crisi di Gaza, con toni volutamente spigolosi e definizioni taglienti rivolte ai manifestanti nelle redazioni. La clip è stata rilanciata sui social in pochi minuti, spaccando il pubblico tra chi ha letto il tutto come satira e chi ha visto un’invasione di campo fuori luogo da parte di chi, per mestiere, trasforma questioni complesse in giochi di parole.

L’episodio mostra come la tv generalista continui a usare i comici come detonatori di attenzione. Che poi le loro battute riducano una crisi internazionale a un lazzo da cabaret sembra ormai parte integrante del format.

Fonte:

Telegram