
Un’eruzione solare e l’arrivo di una CME hanno innescato una tempesta di classe G3: con le giuste condizioni, le aurore potrebbero comparire anche alle latitudini italiane.
Il Sole sta attraversando una fase di attività molto elevata, con brillamenti intensi ed espulsioni di massa coronale (CME). Secondo quanto riportato da Centro Meteo Italiano, l’instabilità ha generato una tempesta geomagnetica classificata come G3, uno dei livelli più alti nella scala NOAA.
Ciò significa che la magnetosfera terrestre sta subendo un impatto significativo dal vento solare: particelle ad alta energia stanno interagendo con il campo magnetico della Terra, creando perturbazioni che possono estendersi anche a latitudini inferiori rispetto a quelle polari.
Come riportato anche dall’INAF e da dichiarazioni dell’astrofisica Clementina Sasso, il livello G3 è stato raggiunto prima dell’impatto diretto della CME associata a un brillamento di classe M7.6. Il parametro Bz del campo magnetico interplanetario è rimasto stabilmente negativo, segnalando un forte trasferimento di energia verso la magnetosfera. Lo confermano anche le analisi di Passione Astronomia.
Queste condizioni aumentano notevolmente la possibilità che l’ovale aurorale — solitamente confinato alle alte latitudini — possa estendersi fino al Nord e, in casi favorevoli, anche al Centro Italia.
Come e dove osservare l’aurora in Italia
Se visibile, l’aurora in Italia apparirà in modo diverso rispetto alle regioni artiche: la colorazione predominante sarà rossastra più che verde. Questo avviene perché, durante gli eventi geomagnetici più intensi, le particelle solari raggiungono quote molto elevate (400–800 km) dove l’ossigeno genera emissioni nelle lunghezze d’onda rosse. Lo spiega in dettaglio Passione Astronomia.
Per provare ad osservare il fenomeno:
- cielo sereno e assenza di inquinamento luminoso;
- orizzonte rivolto a nord;
- zone collinari o montane del Trentino, Veneto, Emilia-Romagna;
- orario ideale: tra la sera del 7 e la notte dell’8 novembre.
Come riporta ancora Centro Meteo Italiano, è nelle ore successive all’impatto della CME che l’aurora può improvvisamente espandersi verso latitudini più basse.
Cosa si intende per tempesta geomagnetica
Una tempesta geomagnetica è un disturbo del campo magnetico terrestre causato dall’arrivo di vento solare molto intenso, spesso prodotto dalle CME del Sole. L’impatto provoca variazioni rapide del campo magnetico, correnti ionosferiche e trasferimento di energia all’atmosfera superiore. Un’ottima descrizione è riportata da Sorvegliati Spaziali – INAF.
La scala NOAA va da G1 (debole) a G5 (estrema). Una tempesta G3 è considerata forte e può:
- generare aurore a latitudini insolite;
- disturbare comunicazioni radio HF;
- creare problemi temporanei ai satelliti;
- alterare i sistemi di navigazione;
- influenzare le reti elettriche in modo moderato.
Nei casi più intensi, come documentato dall’INAF in due notti di aurore italiane, è possibile vedere luci nel cielo anche molto lontano dai poli magnetici.
Ora, l’attività solare è in una fase molto favorevole e l’indice Kp è il parametro da monitorare insieme al Bz. Se la tempesta manterrà la sua intensità, l’aurora boreale potrebbe farsi vedere anche in Italia.
