
Quando la ruota gira e il pubblico sbadiglia
Mercoledì 5 novembre, “La Ruota della Fortuna” su Canale 5 ha fatto le ore piccole. Il celebre game show condotto da Gerry Scotti e affiancato da Samira Lui ha superato abbondantemente le 22, scatenando l’irritazione del pubblico che – invece della sigla finale – si è trovato a controllare l’orologio e a chiedersi se fosse ancora prima serata o già mattinata.
«Non ha senso così», «Assurdo far finire i programmi dopo mezzanotte» – scrivono in molti sui social, dove la polemica è esplosa come una ruota impazzita.
Il tramonto della “vera” prima serata
Come riporta TvZap, la puntata si è chiusa con oltre venti minuti di ritardo rispetto ai tempi canonici, battendo la concorrenza di “Affari Tuoi” su Rai 1 e lasciando Stefano De Martino già a casa in pantofole. Una volta la prima serata iniziava alle 21. Ora è diventata una specie di miraggio televisivo, dilatata da access prime time eterni e show che non conoscono orari.
Secondo quanto scritto da TGCom24, lo share ha premiato la scelta di Mediaset: numeri alti, entusiasmo e nostalgia per il format reso celebre da Mike Bongiorno. Ma la medaglia ha due facce: mentre gli ascolti volano, gli spettatori si trovano a fare zapping con le palpebre sempre più pesanti.
Social in rivolta (e un pizzico di ironia)
Il malcontento online è stato immediato. Secondo quanto riportato da Ultime Notizie Flash, molti utenti hanno chiesto a Mediaset di rivedere gli orari: «Basta con le prime serate che iniziano alle dieci», «Ridateci la tv che finisce prima di mezzanotte». Qualcuno propone addirittura: “Perché non mandare Gerry Scotti direttamente in prima serata, al posto di Striscia la Notizia?”.
Il dibattito, come spesso accade, si è trasformato in un talk virtuale. C’è chi difende il successo di Scotti (“Se lo show piace, che duri pure fino a mezzanotte”) e chi denuncia un palinsesto sempre più “notturno”. Nel mezzo, milioni di telespettatori che si ritrovano ostaggi del telecomando e dell’orologio.
Tra share e sonno, chi vince davvero?
“La Ruota della Fortuna” continua a macinare consensi e ascolti, ma solleva un tema più ampio: la metamorfosi della televisione italiana. Gli orari si spostano, le abitudini cambiano, e la “prima serata” di una volta – quella rassicurante, da divano e coperta alle 21 – è ormai un pezzo da museo.
Come osserva Fanpage, il fenomeno non riguarda solo Canale 5: anche Rai e altri network seguono la stessa logica, spingendo sempre più in là la partenza dei programmi per massimizzare lo share. La matematica dell’Auditel, d’altronde, non conosce sonno.
E così la storica ruota, tra consonanti e vocali, è diventata simbolo di una tv che gira instancabile, anche quando il pubblico vorrebbe semplicemente andare a dormire.
Il futuro della tv (a notte fonda)
La certezza, ironicamente, è una sola: la televisione italiana non ha più orari. La vecchia “prima serata” è ormai un ricordo d’archivio, sostituita da una “serata social” che dura finché l’algoritmo lo consente. E se oggi è la Ruota a far discutere, domani tornerà “Striscia la Notizia” e il dibattito si riaccenderà come ogni autunno.
Fino ad allora, la ruota continuerà a girare. E noi con lei – magari sbadigliando, ma pur sempre sintonizzati.
