
Sondaggio IZI: ampia maggioranza a favore della riforma della giustizia
Nel dibattito pubblico italiano si impone con forza il dato del nuovo sondaggio IZI: il 70,9% degli elettori informati si dichiara favorevole alla riforma della giustizia voluta dal governo Meloni, che include la separazione delle carriere dei magistrati. Fonte: Secolo d’Italia. Solo il 21,9% si dice contrario.
La riforma (nota come legge di riforma costituzionale sulla separazione delle carriere) introduce — tra l’altro — due distinte carriere per la magistratura: quella giudicante (giudici) e quella requirente (pubblici ministeri). Il fatto che oltre 7 intervistati su 10 approvino questa soluzione indica non solo un favore verso il provvedimento in sé, ma anche una richiesta di cambiamento profondamente avvertita da parte dei cittadini.
Parallelamente al consenso sulla riforma, il sondaggio rivela un dato altrettanto significativo: la fiducia nella magistratura è ai minimi storici. Solo l’8,9% degli italiani afferma di avere un livello “alto” di fiducia nei magistrati, il 50% un livello “medio”, e il 41,3% un livello “basso”. Fonte: Secolo d’Italia. Significativo anche il dato secondo cui, tra gli elettori della maggioranza governativa, il 51,4% dichiara di avere fiducia “bassa” nella magistratura.
Questo scenario spiega in parte perché la riforma riceva un così largo sostegno: i cittadini richiedono che il sistema giudiziario torni a funzionare con efficienza, imparzialità e maggiore vicinanza alle aspettative quotidiane. Come sottolineato dal CEO di IZI, Giacomo Spaini, «la maggioranza degli italiani percepisce l’azione del governo come una risposta concreta a un’esigenza reale di riforma».
Separazione delle carriere, riforma sostenuta da oltre 7 cittadini su 10
Il consenso appare ancora più netto tra gli elettori dei partiti del centrodestra: tra questi si registra un’approvazione del provvedimento vicina al 99%. Fonte: Libero Quotidiano. Ma anche tra l’elettorato generale la direzione indicata dalla riforma gode di un’importante legittimazione popolare.
Si tratta di un momento potenzialmente storico per la giustizia italiana. Il referendum sulla riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere potrebbe trasformarsi in una verifica non solo del testo normativo, ma del rapporto tra cittadini e istituzioni giudiziarie. Il sostegno robusto segnalato dal sondaggio indica che la riforma non è solo una misura tecnico-istituzionale, ma anche un mandato politico-sociale.
Adesso spetta agli organi istituzionali tradurre questo consenso in effetti concreti: migliorare i tempi processuali, garantire una maggiore trasparenza nei meccanismi di reclutamento e carriera, e rafforzare la percezione di un sistema davvero al servizio dei cittadini. In questo senso, la separazione delle carriere rappresenta un passo rilevante — non come fine a sé stessa, ma come strumento per ristabilire fiducia ed equilibrio tra garanzia dei diritti ed efficienza.
In conclusione: se il 70% degli italiani sostiene la riforma, significa che una parte consistente della società ha preso posizione e vede nella separazione delle carriere una risposta coerente e urgente alle criticità del sistema giudiziario. Per il governo, e per l’Italia intera, ora è il momento della prova concreta.
